środa, 7 października 2015

Ho letto centinaia di libri, ma forse avrei fatto meglio a leggerne solo una decina

Quando sto per addormentarmi, verso l'una di notte circa, il mio cervello comincia a scrivere dei post, in quella fase che non è più veglia ma neppure sonno. Vabbè. Stanotte, nella mia testa, ho scritto uno stupendo post su un argomento che mi sta molto a cuore e che ultimamente ho potuto constatare nelle sue più varie sfaccettature, negli ultimi anni diciamo. Suddetto post era arzigogolato assai bene, tuttavia il flusso di Oneiros ha sciacquato via tutto, quindi invocando la mia musa, umilmente e con massimo riserbo, mi sforzerò per riportarne a galla dai gorghi della mia coscienza qualche oscura parvenza.

Anche se apparentemente sembro un casinista, sono un tipo molto metodico, soprattutto su certe cose come i libri in arretrato. Insomma, complice lo studio ma anche il fatto che nella vita c'è troppo da fare, ammetto che ho diversi libri che giacciono impolverati sulla libreria da più di un anno ormai (e sì noterà, direte voi, paragonando il mio stile di scrittura di più di un anno fa, quando aprii questo blog, ad ora, lapalissianamente diminuito).

E lo sapete perché ho tutti questi libri in arretrato?

I motivi sono diversi, al di là del fatto che sono un coglione, sempre più spesso noto che questa società non ci spinge ad un comportamento, banalmente parlando, funzionale, logico, bensì al consumismo sfrenato, alla velocità in tutto ciò che si fa. Sì, soprattutto la velocità (NB: vedere strade e yuppies saturi di coca con SUV che ti sorpassano a 150 all'ora facendoti vedere la morte in faccia più volte in un unico e breve tragitto).

Non ho più tempo di leggere come quando avevo sedici, diciassette anni. Ora ho molte più cose da fare, devo prepararmi in tempo per gli esami, devo sistemare e pulire la casa, devo occuparmi di una parvenza di vita sociale e devo (voglio), nel marasma di tutto questo turbinio, riuscire almeno a mantenermi in forma per non diventare un'ameba.

La dispersione, dicevo (non quella di Frank Herbert, eh).

Oltre a tutti i suddetti motivi, per la maggior parte imputabili a mie carenze personali, questa nostra società, dal mio umile punto di vista, ci offre troppo. Abbiamo troppi libri da leggere, in libreria i libri tra un po' costano meno di un litro di benzina (esagerato, vabbè è per rendere l'idea), computer, iPad, iPhone e svariate amenità che ci portano via un sacco di tempo che sottraiamo ad altre attività. Troppo film da vedere e troppa musica da ascoltare e troppo cibo da mangiare. Ahhah, mi sovverrebbe quasi una citazione letta tempo fa da qualche parte che non mi ricordo di chi è che recitava all'incirca "Avete troppe fighe da scopare e troppe sigarette da fumare per poter essere dei veri artisti", che devo dire mi è rimasta impressa anche se a fare l'artista non ci penso neanche di striscio. Troppi elementi ingurgitati rapidamente senza lo schermo della riflessione con conseguenti risultati di basso tenore.

Non per fare il pessimista ma è quello che vedo. Ho troppi libri in arretrato perché ho troppi libri; quando mi trovo da qualche parte, capito in una libreria e vedo un libro che non ho, automaticamente il mio cervello scatta e comincia a provare pena e, dopo aver visto che il libro costa meno di dieci euro, inesorabilmente, seguendo un meccanismo automatico, lo acquisto. Poi il libro finisce ammucchiato fra gli altri, quando forse, molto più umilmente quello di cui avrei bisogno sarebbe di rileggere vecchi libri che sicuramente meritano più di una lettura veloce e superficiale. E questo vale per molte altre cose.

Voracità, questa società di spinge alla voracità e alla velocità, molto difficilmente la lettura/scrittura potrà rimanere al passo con una situazione del genere se non modificandosi enormemente. E qui mi sovverrebbe il signor Marinetti, ma sorvoliamo.

Sembra quasi lo zapping televisivo, non escluderei che la televisione abbia avuto un ruolo fondamentale in tutto questo e non escluderei che il cervello di noi uomini moderni, così rapido, sia diverso da quello degli antichi meditatori, avvezzi molto più spesso alla lentezza, alla riflessione, all'attenta osservazione, ecc...

Ma basta, ho le idee molto confuse su tale argomento e non escludo che ci ritornerò per analizzarlo con maggior calma!

PS: yeah, ho capito come funzia il nuovo blogger!!

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